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Ilaria Meoli

Suor Ilaria Meoli

«Che cos’è la fede? Mi sembra sia tenere tra le mani un volto, accarezzarlo con tenerezza e guardarlo… sempre qualsiasi cosa accada, qualsiasi stato d’animo sperimenti… c’è sempre una Presenza nella tua vita, nelle tue giornate… e su questa certezza puoi credere al sussurro che ti dice: “non temere”»

Il progetto Casa Ilaria nasce per mantenere viva la memoria di Suor Ilaria Meoli.

Suor Ilaria è nata a Pontedera il 17 maggio 1970. Giovane studente di medicina all’Università di Pisa, il 2 gennaio 1994 abbraccia la vita religiosa entrando nella famiglia delle Suore Carmelitane di Torino, dove emette la sua professione religiosa solenne il 2 dicembre del 2000.

Nel frattempo si laurea in medicina e chirurgia e nel 2003 si specializza in malattie infettive all’Università di Torino. Gli stage in Burundi e in Madagascar, durante gli studi di specializzazione, accrescono in lei il desiderio di essere missionaria in Africa. 

È in questi anni che prende il via il progetto di costruzione di un Centro Sanitario per la prevenzione e la cura dell’Aids, accanto alla Missione delle Suore Carmelitane, nella Repubblica Centrafricana. Viene chiesto alla Congregazione di poter contare su Suor Ilaria per la direzione sanitaria del Centro e la proposta viene accolta. Il sostegno del Comune di Pontedera e soprattutto della Conferenza Episcopale Italiana consentono il definitivo sviluppo del progetto.

Così, il 22 ottobre 2005, Suor Ilaria riceve il crocifisso di missionaria dalle mani dell’Arcivescovo di Torino, Cardinal Severino Poletto, e parte per Bossémptelé in Repubblica Centrafricana.

Con competenza e precisione Suor Ilaria segue i lavori per la costruzione del centro sanitario “Giovanni Paolo II”, che assume le proporzioni di un vero e proprio Ospedale, coinvolgendo la comunità religiosa, la comunità locale, gli altri missionari presenti in Centrafrica, le autorità civili: il “carisma” di Suor Ilaria suscita, con discrezione, la collaborazione di tutti.
Al termine del 2006 la costruzione è ultimata. All’inizio del 2007 cominciano ad arrivare i macchinari e le strumentazioni per i padiglioni e le sale operatorie. L’ospedale sta per essere ultimato.

Il 10 marzo, nel tragitto in auto fra Bangui - capitale del Centrafrica - e Bossémptéle, l’autista perde il controllo del veicolo: Suor Ilaria è grave, viene trasportata all’ospedale di Bangui ma purtroppo non si riesce a salvarla.

A 36 anni, proprio alla vigilia dell’apertura dell’ospedale per cui aveva speso la sua vita di medico e missionaria, Suor Ilaria incontrò Colui che amò con tutto il cuore, e di cui aveva voluto essere annunciatrice e testimone.